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Sul test d’ingresso

Il sito del Consiglio Didattico (alla voce news) dice qualcosa sul test d’ingresso per le matricole:

Gli studenti intenzionati a iscriversi al corso di laurea in Fisica (triennale) devono presentarsi al test di accesso, che si svolgerà il 30 settembre 2009 alle ore 10 nell’aula A103 dei Dipartimenti fisici, in via Bassi, 6. Esso sarà costituito da una serie di quesiti a risposta multipla. Il risultato non sarà in alcun modo selettivo, ma servirà ai docenti per individuare le possibili lacune degli iscritti, in modo da poter approntare gli strumenti atti a colmarle. Lo studente iscritto al primo anno di corso che, per il risultato del test di ingresso e/o per valutazione personale, ritenga inadeguata la propria preparazione, può avvalersi dell’aiuto di tutori. Nelle prime settimane di ottobre si svolgerà, parallelamente alle prime lezioni degli insegnamenti del 1° anno, un precorso di matematica a cui saranno tenuti a partecipare coloro che avranno mostrato lacune nelle conoscenze di matematica.

Se vi siete persi la conferenza di ieri, beh, peggio per voi, c’era l’Aula del ‘400 piena.

A breve forse riusciremo a far avere le slide della relazione, che è stata molto chiara e dettagliata, anche se l’argomento merita un po’ più d’attenzione, soprattutto vista la bomba mediatica che ha spesso rappresentato, tanto che l’idea stessa della conferenza nacque da un’infame puntata di Report

Hai altre idee geniali delle quali vorresti sentir parlare da qualcuno che ne sa più di te ? Facci sapere, prima che la nostra scarsa fantasia ci costringa ai “dialoghi su scienza e fede” !

…ci stiamo organizzando!

Dopo un antipasto due settimane fa con la lezione per matematici e fisici del primo anno di Pernazza, comincia oggi per i fisici l’avventura delle lezioni in piazza (Vittoria)!

Il prof. Alberto Rotondi ha spostato la lezione di Misure Fisiche II (che forse ora ha cambiato nome, ma chi scrive è “old school”!) dall’aula A101 a Piazza Vittoria su richiesta dei suoi studenti e di alcuni di noi.

Parlando di intervalli di confidenza e della costruzione di Neyman, passando per esempi applicativi che incuriosivano molti passanti, si è svolta una lezione che definirei un buon successo, essendo anche stati graziati dalla pioggia che ha iniziato a scendere proprio quando il prof. Rotondi ha detto “ora concludo”.

Riporto quindi il breve discorso con cui il prof. Rotondi ha salutato gli studenti e spiegato al pubblico il motivo per cui una ventina di ragazzi stavano seduti sotto un tetto di nubi grigie a far lezione.

Ho accettato con piacere l’invito degli studenti a tenere in piazza questa lezione, che ripeterò per gli studenti che non hanno potuto o voluto essere presenti. Ho accettato volentieri perché l’immagine che in questi giorni è passata dell’Università è quella di un luogo dove i professori non ci sono, gli studenti si barcamenano cercando di svicolare tra gli esami, laurearsi e andarsene.

Invece c’è un’altra Università, dove i professori ci sono sempre per fare didattica e ricerca a tempo pieno, dove i professori fanno lezione volentieri e volentieri gli studenti partecipano. Professori e studenti ritengono che questa Università pubblica sia un bene per il paese, sia da salvare e da potenziare, per permetterci di vincere le sfide globali che si stanno giocando anche sul sapere e l’innovazione. Questo non potrà avvenire con delle le riforme che radono al suolo tutto il sistema.

Sui giornali appare sempre l’Università che non funziona, noi oggi vi offriamo un aspetto di quella che funziona e che ha bisogno del vostro sostegno. Questa sarà pertanto una lezione vera con studenti veri.

Rieccoci ancora una volta in Aula Grande nel Dipartimento di Chimica per un’assemblea sufficientemente partecipata ( l’aula era strapiena ), che ha anche raccolto la partecipazione di ricercatori e professori.

Dopo un estenuante riassunto delle puntate precedenti, più un elenco di alcune finezze organizzative riguardanti le lezioni in piazza, e interventi di varie persone scettiche sulla cosa sono state raccolte una serie di proposte.

  • È fondamentale avere copertura mediatica: si cercano i vari canali di stampa, tramite “bombardamento di lettere” a “La Provincia”, e/o tramite una richiesta formale al TGR, cercando di avere una panoramica efficace della protesta nei media.
  • La valutazione è cosa buona e giusta: incredibilmente qualche docente si è mostrato propenso ad incentivare misure che tendano alla valutazione ( a modello di altri Paesi europei, ma non di buona parte del Consiglio di Facoltà di Scienze … ) della qualità della didattica e della ricerca. Una proposta possibile è un dossier con gli H-index per i vari dipartimenti, cosa che al momento non esiste.
  • La ricerca in piazza: le iniziative devono coinvolgere anche la cittadinanza, e si è pensato di fare laboratori e/o presentazioni “per strada”, nello spirito delle lezioni in piazza, ma con un indirizzo un po’ più concreto.
  • Un’ultima proposta è stata l’ipotesi di un tavolo coi Parlamentari eletti a Pavia e dintorni, o con l’amministrazione locale ( cosa secondo noi un po’ meno sensata ).

Il feedback complessivo è stato piuttosto positivo perché per una volta non solo c’è stata una partecipazione propositiva di varie “rappresentanze”, ma sono stati toccati esplicitamente anche dei punti piuttosto scomodi, come quello della valutazione, che in altre sedi viene spesso evitato o trattato molto con le pinze.

La corte si è aggiornata dopo un paio d’ore abbondanti, augurandosi che alle proposte seguano realizzazioni, anche in prospettiva della riunione dei ricercatori che si terrà mercoledì.

Sulla copertura mediatica

Ci citano, presentazione sulla 133 compresa, su un articolo del Sole 24 Ore online !

Il tono pacato, lo stile pragmatico ricordano un post che da lunedì campeggia su «No 133 Pavia», il blog per studenti, dottorandi, ricercatori e docenti dell’Università di Pavia. Il titolo annuncia una dispensa sulla Legge 133. Il testo recita: «Slide preparate da “Studenti Indipendenti”, ottime per chi si avvicina per la prima volta all’argomento». Poi, se invece di scaricare le 25 pagine di dispense prodotte dagli studenti si decide di andare a vedere chi sono gli studenti indipendenti, si scopre che studiano fisica a Pavia e che hanno uno slogan tutto loro: «La Razionalità al Potere». E il cerchio si chiude.

Non è male come inizio di rassegna stampa.

Studenti Indipendenti ha organizzato un’assemblea di studenti di fisica e matematica, che si è aperta con un piacevole rinfresco-coffe break in Aula del ‘400 alle 11.30 e si è conclusa alle 13.00 con l’aperitivo nelle sale del Rettorato!

Tuttavia possiamo dire che i partecipanti (una trentina circa) sicuramente non erano lì per il rinfresco (espediente spesso utilizzato per catturare pubblico!) visto che è stata una sorpresa anche per noi ;D

Ci siamo riuniti in piazza delle Torri, dove abbiamo distribuito del materiale informativo che troverete presto on-line e discusso di varie cose, principalmente dopo un brevissimo riassunto delle nostre tappe si è partiti con le proposte di iniziative, concentrandoci sul progetto “lezioni in piazza”.

Tanti studenti di diverse facoltà passando si fermavano ad ascoltare e intervenire, superfluo dire che la cosa ci ha fatto piacere!

Quando ormai si stava concludendo, abbiamo intercettato uno dei professori cui contavamo di chiedere la disponibilità per le lezioni in piazza, che vedendoci andargli incontro ci ha sorriso dicendo “mi sembra il ‘68″

Si muove, si muove : )

Sempre Presenti!

Oggi eravamo all’assemblea di Scienze Naturali tenuta in Aula Spallanzani. Il prof. Mauro Fasola, del dipartimento di Biologia Animale, ha presentato la mozione che porterà in consiglio di facoltà in cui invita:

  • i docenti a rinunciare ad ogni incarico didattico oltre agli obblighi istituzionali della L 382/1980 (un corso per professori ordinari e associati, nessun corso per ricercatori)
  • gli eletti in tutte le cariche (Rettori, Presidi, Presidenti, Direttori) a rassegnare le dimissioni
  • i Presidenti di Corso di Laurea e ai Presidi di Facoltà a verificare, considerate le rinunce, se sussistono le condizioni per lo svolgimento della normale attività didattica
  • il personale universitario ad organizzare momenti di incontro con studenti e famiglie, al fine di discutere come il buon funzionamento dell’Università sia essenziale per lo sviluppo anche economico di un Paese.

Oltre a ciò pone all’attenzione tre punti piuttosto generici circa la necessità di rendere l’Università più efficace ed efficiente.

Durante il dibattito che è seguito, ad un certo punto il prof. Fasola ha espresso il suo disappunto riguardo agli studenti che si comportano ultimamente da “pecoroni” e che presentano lettere morbide e vaghe come quella dei fisici.

Ovviamente a quel punto abbiamo preso parola, sottolineando che era solo il primo passo e che appunto il primo passo è partito da NOI. Si è poi passati a discutere circa l’efficacia della mozione e le eventuali iniziative. Pur godendo del nostro apprezzamento, quella mozione presenta il difetto di essere circoscritta all’ambito universitario.

Siamo fermamente convinti che la protesta debba uscire dall’Università e farsi sentire fuori dalle mura della “torre di cristallo” dentro cui si rifugiano intellettuali e uomini di cultura incompresi. Un’azione efficace deve avere risonanza, se i camionisti si fermano la merce non arriva ai negozi, se l’Università si ferma chi se ne accorge?

Abbiamo espresso il nostro favore alla mozione, sottolineando la speranza che i docenti che rinunciano ai “corsi extra” decidano di portarli avanti comunque in piazza o sotto altre forme di pubblica protesta. Il prof. Fasolo ha aggiunto tale frase nel documento !

Infine l’assemblea di studenti ha votato all’unanimità perchè i rappresentanti degli studenti supportino domani la mozione.

Studenti Indipendenti c’è.

Novità fulminanti

L’Assemblea di Ateneo di oggi, nonostante i vari scetticismi ( anche da parte nostra ) è stata indubbiamente un momento inedito per l’Università di Pavia.

In Senato Accademico sono state presentate due lettere: la nostra, alla quale si è aggiunta anche un’equivalente proveniente da Matematica, e quella “degli studenti”, scritta principalmente da ragazzi del Coordinamento e del CUA. La nostra già la conoscete, mentre l’altra, oltre ad esprimere dissenso e rabbia nei confronti della “manovra degli incapaci 133“, chiedeva al Senato alcuni gesti simbolici ( ad esempio di altre sedi ) quali lo spostamento dell’inaugurazione dell’anno accademico, la sospensione della didattica durante le assemblee di facoltà, e altre cose.

In summa, il Senato ha espresso un parere negativo, come noi effettivamente chiedevamo nella lettera, bocciando però i vari atti simbolici.

Conclusioni ?

  • L’organo supremo dell’Università si è espresso fermamente contro la 133/2008, ed è già da sé una prima formale vittoria per studenti e staff dell’Università di Pavia.
  • L’assemblea ha raccolto una partecipazione enorme ( probabilmente oltre il migliaio ) da parte degli studenti, mentre le adesioni dello staff sono state molto modeste, anche se alcuni c’erano, con tanto di varie proposte e prese di posizione. La più forte è stata quella del Presidente del CD di Scienze Naturali di non assumere più incarichi di quanto richiesto dalla legge ( corsi per un totale di 9 CFU per i professori, e 0 per i ricercatori: attualmente la realtà è molto diversa ).
  • Il Senato, benché non abbia espresso alcuna contrarietà a gesti simbolici, non ne ha promosso ufficialmente nessuno, contrariamente a quanto accaduto altrove. Ciononostante il Rettore ha sottolineato formalmente che qualora altri Atenei avessero promosso iniziative a reti unificate Pavia non se ne sarebbe chiamata fuori.

Tutto ciò lascia supporre che non sia finito proprio niente e bisogna farsi sentire ulteriormente, però per lo meno sono state raccolte molte persone e le singole facoltà, come speravamo noi SI, si stanno organizzando autonomamente.

Per quanto riguarda noi, ci sono due appuntamenti.

Il primo è un’Assemblea di Facoltà di Scienze organizzata dal CD e i rappresentanti degli studenti di Scienze Naturali: domani ( martedì 21 ) in Aula Spallanzani in Piazza Botta alle 16, e noi ci saremo.

Il secondo è un’Assemblea “informale” per i soli fisici e matematici, principalmente per motivi di numero e di “vicinanza di problemi” in quanto molta della ricerca cosddetta “di base” riguarda la Fisica Teorica e la Matematica: l’appuntamento è giovedì alle 11 in Aula del ‘400, dopo il convegno sulla ricerca organizzato dalla Facoltà di Scienze. Ovviamente a seconda del numero dei presenti si deciderà un posto più adatto.

Per ora è tutto, ma non possiamo ovviamente astenerci dal contestare che né Ateneo Studenti e né Azione Universitaria hanno partecipato ( per ora ) in nessun modo alla protesta o alla stesura delle nostre lettere e mozioni. Chi legge ne tragga le conclusioni che crede.

Alla C.A. di:
Magnifico Rettore prof. Angiolino Stella
Senato Accademico dell’Università degli Studi di Pavia

I professori, i ricercatori, il personale tecnico-amministrativo, i borsisti, gli assegnisti, i dottorandi del Dipartimento di Fisica “A. Volta” e del Dipartimento di Fisica Nucleare e Teorica dell’Università di Pavia, i ricercatori, i dipendenti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (sezione di Pavia), i dipendenti del CNR, gli studenti dei Corsi di Laurea triennale e magistrale in Fisica dell’Università di Pavia, si riconoscono nel condiviso sentimento di seria preoccupazione nei confronti dei provvedimenti concernenti l’Università e gli enti pubblici di ricerca promossi all’interno della Legge 133/2008.

Consapevoli delle attuali difficoltà e dei malfunzionamenti del sistema universitario, ritengono doveroso che si predisponga una riforma seria e sistematica anche attraverso la modifica dei meccanismi concorsuali e l’utilizzo di seri criteri di valutazione per l’attribuzione delle risorse agli atenei. Tuttavia, quanto sta succedendo, con i prevedibili effetti pesantemente negativi che, a breve e a lungo termine, andranno a colpire sia la didattica che la ricerca, si prefigura come un pericoloso attacco alle fondamenta degli Atenei con tagli inaccettabili ai fondi ordinari ad essi destinati e con l’impedimento di un razionale avvicendamento del personale docente e non docente, in un contesto peraltro già particolarmente critico. La decisa contrarietà a quanto prefigurato dalle normative in questione non è dovuta a una ostilità a priori al cambiamento ma si ribadisce la centralità irrinunciabile della ricerca e dell’istruzione pubblica a tutti i livelli.

Manifestiamo quindi il nostro vigoroso dissenso verso l’ennesimo provvedimento che denota la superficialità e la disaffezione con cui vengono affrontate le problematiche concernenti l’Università: auspichiamo dunque che il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Pavia si pronunci ufficialmente in modo decisamente negativo nei confronti della Legge 133/2008 unendosi in questo a quanto già fatto in altri atenei italiani, valuti forme di sensibilizzazione dell’opinione pubblica su questi temi ed esperisca ogni tentativo possibile avente come finalità un ripensamento del legislatore.

About 133/2008

Oggi alle 14.30 ci riuniamo per decidere come muoverci il più coerentemente possibile nei confronti di quello che stanno cercando di fare alla nostra amata&incompresa Università. Chi ci conosce sa bene che non siamo quelli “contro a priori“. Polemici sì, molto, ma con una testa che ragiona, e soprattutto cerchiamo di essere costruttivi&propositivi: “non i soliti rappresentonti“.

Trovate sul sito la nostra presentazione (quelle che ci hanno girato non ci soddisfavano, so DIY) che proietteremo oggi, comunque, giusto per scrivere un primo post e giusto per appuntare rapidamente cosa sta succedendo, i punti della Legge 133/2008 che toccano l’Università sono questi:

  1. Grossi tagli (destinati ad aumentare!) al Fondo per il Finanziamento Ordinario (quello che trovate scritto FFO, non è una parolaccia dello slang inglese)
  2. Limite al turnover del personale, ovvero 5 professori vanno in pensione, 1 ne viene assunto, vi lasciamo immaginare il disastro a fisica ora che tanti professori fondamentali andranno in pensione
  3. Ipotesi di trasformazione delle Università in “fondazioni di diritto privato”, punto controverso con vantaggi e svantaggi, ma davvero i vantaggi non sono ottenibili in altro modo?

Per chi ci sarà, appuntamento a oggi pomeriggio, per chi non ci sarà, stay tuned

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