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	<title>Studenti Indipendenti &#187; Critiche</title>
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	<description>La Razionalità al Potere</description>
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		<title>Sempre Presenti!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 18:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi eravamo all&#8217;assemblea di Scienze Naturali tenuta in Aula Spallanzani. Il prof. Mauro Fasola, del dipartimento di Biologia Animale, ha presentato la mozione che porterà in consiglio di facoltà in cui invita:

i docenti a rinunciare ad ogni incarico didattico oltre agli obblighi istituzionali della L 382/1980 (un corso per professori ordinari e associati, nessun corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi eravamo all&#8217;assemblea di Scienze Naturali tenuta in Aula Spallanzani. Il prof. Mauro Fasola, del dipartimento di Biologia Animale, ha presentato la mozione che porterà in consiglio di facoltà in cui invita:</p>
<ul>
<li>i docenti a rinunciare ad ogni incarico didattico oltre agli obblighi istituzionali della L 382/1980 (un corso per professori ordinari e associati, nessun corso per ricercatori)</li>
<li>gli eletti in tutte le cariche (Rettori, Presidi, Presidenti, Direttori) a rassegnare le dimissioni</li>
<li>i Presidenti di Corso di Laurea e ai Presidi di Facoltà a verificare, considerate le rinunce, se sussistono le condizioni per lo svolgimento della normale attività didattica</li>
<li>il personale universitario ad organizzare momenti di incontro con studenti e famiglie, al fine di discutere come il buon funzionamento dell’Università sia essenziale per lo sviluppo anche economico di un Paese.</li>
</ul>
<p>Oltre a ciò pone all&#8217;attenzione tre punti piuttosto generici circa la necessità di rendere l&#8217;Università più efficace ed efficiente.</p>
<p>Durante il dibattito che è seguito, ad un certo punto il prof. Fasola ha espresso il suo disappunto riguardo agli studenti che si comportano ultimamente da &#8220;pecoroni&#8221; e che presentano lettere morbide e vaghe come quella dei fisici.</p>
<p>Ovviamente a quel punto abbiamo preso parola, sottolineando che era solo il primo passo e che appunto il primo passo è partito da NOI. Si è poi passati a discutere circa l&#8217;efficacia della mozione e le eventuali iniziative. Pur godendo del nostro apprezzamento, quella mozione presenta il difetto di essere circoscritta all&#8217;ambito universitario.</p>
<p>Siamo fermamente convinti che <strong>la protesta debba uscire dall&#8217;Università</strong> e farsi sentire fuori dalle mura della &#8220;torre di cristallo&#8221; dentro cui si rifugiano intellettuali e uomini di cultura incompresi. Un&#8217;azione efficace deve avere risonanza, se i camionisti si fermano la merce non arriva ai negozi, se l&#8217;Università si ferma chi se ne accorge?</p>
<p><em>Abbiamo espresso il nostro favore alla mozione, sottolineando la speranza che i docenti che rinunciano ai &#8220;corsi extra&#8221; decidano di portarli avanti comunque in piazza o sotto altre forme di pubblica protesta.</em> Il prof. Fasolo ha aggiunto tale frase nel documento !</p>
<p>Infine l&#8217;assemblea di studenti ha votato all&#8217;unanimità perchè i rappresentanti degli studenti supportino domani la mozione.</p>
<p>Studenti Indipendenti c&#8217;è.</p>
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		<title>Novità fulminanti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 18:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[133/2008]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Assemblea di Ateneo di oggi, nonostante i vari scetticismi ( anche da parte nostra ) è stata indubbiamente un momento inedito per l&#8217;Università di Pavia.
In Senato Accademico sono state presentate due lettere: la nostra, alla quale si è aggiunta anche un&#8217;equivalente proveniente da Matematica, e quella &#8220;degli studenti&#8221;, scritta principalmente da ragazzi del Coordinamento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Assemblea di Ateneo di oggi, nonostante i vari scetticismi ( anche da parte nostra ) è stata indubbiamente un momento inedito per l&#8217;Università di Pavia.</p>
<p>In Senato Accademico sono state presentate due lettere: la nostra, alla quale si è aggiunta anche un&#8217;equivalente proveniente da Matematica, e quella &#8220;degli studenti&#8221;, scritta principalmente da ragazzi del Coordinamento e del CUA. La nostra già la conoscete, mentre l&#8217;altra, oltre ad esprimere dissenso e rabbia nei confronti della &#8220;<em>manovra degli incapaci 133</em>&#8220;, chiedeva al Senato alcuni gesti simbolici ( ad esempio di altre sedi ) quali lo spostamento dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico, la sospensione della didattica durante le assemblee di facoltà, e altre cose.</p>
<p>In summa, il Senato ha espresso un parere negativo, come noi effettivamente chiedevamo nella lettera, bocciando però i vari atti simbolici.</p>
<p>Conclusioni ?</p>
<ul>
<li>L&#8217;organo supremo dell&#8217;Università si è espresso fermamente <em>contro</em> la 133/2008, ed è già da sé una prima formale vittoria per studenti e staff dell&#8217;Università di Pavia.</li>
<li>L&#8217;assemblea ha raccolto una partecipazione enorme ( probabilmente oltre il migliaio ) da parte degli studenti, mentre le adesioni dello staff sono state molto modeste, anche se alcuni c&#8217;erano, con tanto di varie proposte e prese di posizione. La più forte è stata quella del Presidente del CD di Scienze Naturali di non assumere più incarichi di quanto richiesto dalla legge ( corsi per un totale di 9 CFU per i professori, e 0 per i ricercatori: attualmente la realtà è <em>molto diversa</em> ).</li>
<li>Il Senato, benché non abbia espresso alcuna contrarietà a gesti simbolici, non ne ha promosso ufficialmente nessuno, contrariamente a quanto accaduto altrove. Ciononostante il Rettore ha sottolineato formalmente che qualora altri Atenei avessero promosso iniziative a reti unificate Pavia non se ne sarebbe chiamata fuori.</li>
</ul>
<p>Tutto ciò lascia supporre che non sia finito proprio niente e bisogna farsi sentire ulteriormente, però per lo meno sono state raccolte molte persone e le singole facoltà, come speravamo noi <strong>SI</strong>, si stanno organizzando autonomamente.</p>
<p>Per quanto riguarda noi, ci sono due appuntamenti.</p>
<p>Il primo è un&#8217;Assemblea di Facoltà di Scienze organizzata dal CD e i rappresentanti degli studenti di Scienze Naturali: domani ( martedì 21 ) in Aula Spallanzani in Piazza Botta alle 16, e noi ci saremo.</p>
<p>Il secondo è un&#8217;Assemblea &#8220;informale&#8221; per i soli fisici e matematici, principalmente per motivi di numero e di &#8220;vicinanza di problemi&#8221; in quanto molta della ricerca cosddetta &#8220;di base&#8221; riguarda la Fisica Teorica e la Matematica: l&#8217;appuntamento è giovedì alle 11 in Aula del &#8216;400, dopo il convegno sulla ricerca organizzato dalla Facoltà di Scienze. Ovviamente a seconda del numero dei presenti si deciderà un posto più adatto.</p>
<p>Per ora è tutto, ma non possiamo ovviamente astenerci dal contestare che né Ateneo Studenti e né Azione Universitaria hanno partecipato ( per ora ) in nessun modo alla protesta o alla stesura delle nostre lettere e mozioni. Chi legge ne tragga le conclusioni che crede.</p>
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		<title>About 133/2008</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 08:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi alle 14.30 ci riuniamo per decidere come muoverci il più coerentemente possibile nei confronti di quello che stanno cercando di fare alla nostra amata&#38;incompresa Università. Chi ci conosce sa bene che non siamo quelli &#8220;contro a priori&#8220;. Polemici sì, molto, ma con una testa che ragiona, e soprattutto cerchiamo di essere costruttivi&#38;propositivi: &#8220;non i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi alle 14.30 ci riuniamo per decidere come muoverci il più coerentemente possibile nei confronti di quello che stanno cercando di fare alla nostra amata&amp;incompresa Università. Chi ci conosce sa bene che non siamo quelli &#8220;<em>contro a priori</em>&#8220;. Polemici sì, molto, ma con una testa che ragiona, e soprattutto cerchiamo di essere costruttivi&amp;propositivi: &#8220;non i soliti rappresen<em>tonti</em>&#8220;.</p>
<p>Trovate sul sito la nostra <a href="http://www.studentindipendenti.org/uploads/133.pdf">presentazione</a> (quelle che ci hanno girato non ci soddisfavano, so DIY) che proietteremo oggi, comunque, giusto per scrivere un primo post e giusto per appuntare rapidamente cosa sta succedendo, i punti della Legge 133/2008 che toccano l&#8217;Università sono questi:</p>
<ol>
<li>Grossi tagli (destinati ad aumentare!) al Fondo per il Finanziamento Ordinario (quello che trovate scritto FFO, non è una parolaccia dello slang inglese)</li>
<li>Limite al turnover del personale, ovvero 5 professori vanno in pensione, 1 ne viene assunto, vi lasciamo immaginare il disastro a fisica ora che tanti professori fondamentali andranno in pensione</li>
<li>Ipotesi di trasformazione delle Università in “fondazioni di diritto privato”, punto controverso con vantaggi e svantaggi, ma davvero i vantaggi non sono ottenibili in altro modo?</li>
</ol>
<p>Per chi ci sarà, appuntamento a oggi pomeriggio, per chi non ci sarà, <em>stay tuned</em></p>
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		<title>Uhm&#8230; &#8220;la sfiga ci vede benissimo?&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 21:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giusto due righe, anzi, giusto due link, perchè di commentare non ne ho voglia, come mostra anche il banale ed inutile titolo. Non c&#8217;è molto da dire, anzi al contrario, ce n&#8217;è talmente tanto da uscire completamente dal seminato e tirare in ballo le nostre recenti mobilitazioni. Ma oggi più che Indipendente son proprio Stanca.
Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giusto due righe, anzi, giusto <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200810071316-eco-rt11075-art.html">due</a> <a href="http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200810071330-eco-rt11090-art.html">link</a>, perchè di commentare non ne ho voglia, come mostra anche il banale ed inutile titolo. Non c&#8217;è molto da dire, anzi al contrario, ce n&#8217;è talmente tanto da uscire completamente dal seminato e tirare in ballo le nostre recenti mobilitazioni. Ma oggi più che Indipendente son proprio Stanca.</p>
<p>Non ci sono più le mezze stagioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>SSIS o non SSIS?</title>
		<link>http://blog.studentindipendenti.org/2008/07/ssis-o-non-ssis/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 17:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Senza voler troppo entrare nel merito della cosa, anche perchè si sa, il concetto di merito ultimamente è piuttosto inflazionato, segnaliamo che sarà approvato con la fiducia il seguente emendamento al DL 112/08: &#8220;Art. 64 comma 4-ter. Le procedure per l&#8217;accesso alle Scuole di Specializzazione per l&#8217;insegnamento secondario attivate presso le Università sono sospese per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza voler troppo entrare nel merito della cosa, anche perchè si sa, il concetto di merito ultimamente è piuttosto inflazionato, segnaliamo che sarà approvato con la fiducia il seguente emendamento al DL 112/08: &#8220;<em>Art. 64 comma 4-ter. Le procedure per l&#8217;accesso alle Scuole di Specializzazione per l&#8217;insegnamento secondario attivate presso le Università sono sospese per l&#8217;anno accademico 2008-2009 e fino al completamento degli adempimenti di cui alle lettere a) ed e) del comma 4</em>&#8220;.</p>
<p>Cosa significa? Beh io non ho capito se con la non attivazione del X ciclo SSIS vengono definitivamente aboliti questi due anni <span style="text-decoration: line-through;">(costosi e pressochè inutili a livello formativo ma necessari per poter entrare nella lunga lista d&#8217;attesa di un posto da insegnante)</span> o se si vuole solamente metterlo in quel posto ai laureati 2007/2008 per cercare di smaltire i precari già in attesa.</p>
<p>Perchè la differenza è bella grossa. Io per prima vedo i due anni SSIS come ottimo deterrente all&#8217;idea di andare a insegnare, per il semplice fatto che sono due anni buttati via, in cui paghi un sacco di soldi e soprattutto, nonostante l&#8217;impegno sia davvero misero (poche ore alla settimana di frequenza obbligatoria), non è compatibile con alcun altro genere di attività che attribuisca un titolo. Quindi se uno pensa &#8220;beh, mentre mi abilito mi faccio un master&#8221; la risposta è NO non si può. Quindi due anni parcheggiati per assaporare quello che ti aspetta dopo: attesa. Eventualmente tre anni parcheggiati per i fortunati laureati 2007/2008.</p>
<p>Abolita del tutto o no, in ogni caso sarebbe corretto fornire un&#8217;informazione maggiore, con un po&#8217; più di attenzione ai ragazzi che probabilmente hanno modificato più o meno felicemente il proprio piano studi inserendo crediti finalizzati all&#8217;abilitazione SSIS.</p>
<p>Quello che non è chiaro poi è che nella prospettiva di un &#8220;<a href="http://legxv.camera.it/_dati/lavori/stampati/pdf/15PDL0040980.pdf">ritorno al merito</a>&#8221; dare a chi arriva prima la precedenza non ha molto senso se un laureato più giovane possiede carte migliori. E poi non si doveva &#8220;<em>svecchiare il corpo docenti</em>&#8220;?</p>
<p>Aggiungete a questa mistura l&#8217;ingrediente fondamentale, ovvero la crisi del sistema scolastico, e la frittata è pronta.</p>
<p>La <strong>competenza</strong> dell&#8217;insegnante e la <strong>passione</strong> che mette nel proprio lavoro è più che fondamentale nella formazione dei ragazzi.</p>
<p>Non ci pare il caso di giocare così con una categoria professionale già abbastanza maltrattata.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm" target="_blank">http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm</a></p>
<p><a href="http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/luglio/italiaoggi_il_maxiemendamento_in_pillole" target="_blank">http://www.flcgil.it/notizie/rassegna_stampa/2008/luglio/italiaoggi_il_maxiemendamento_in_pillole</a></p>
<p><a href="http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/luglio/x_ciclo_ssis_il_governo_propone_di_sospenderlo_e_non_emana_il_decreto_di_proroga_dei_supervisori" target="_blank">http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/luglio/x_ciclo_ssis_il_governo_propone_di_sospenderlo_e_non_emana_il_decreto_di_proroga_dei_supervisori</a></p>
<p><a href="http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/giugno/pubblicato_il_decreto_legge_collegato_alla_finanziaria_2009_si_conferma_una_manovra_contro_la_conoscenza" target="_blank">http://www.flcgil.it/notizie/news/2008/giugno/pubblicato_il_decreto_legge_collegato_alla_finanziaria_2009_si_conferma_una_manovra_contro_la_conoscenza</a></p>
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		<title>S.I. analizza i fatti della Sapienza</title>
		<link>http://blog.studentindipendenti.org/2008/01/si-analizza-i-fatti-della-sapienza/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 22:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bose</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critiche]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[distorsioni mediatiche]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; ovvio che Studentindipendenti non poteva esimersi dall&#8217;esprimere la propria opinione su quanto successo all&#8217;università La Sapienza di Roma a partire dal 14 gennaio 2008, quando tutti i quotidiani hanno dedicato la prima pagina alla richiesta che 67 professori dell&#8217;ateneo romano hanno mosso al rettore, con una lettera in cui si chiedeva che la partecipazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>E&#8217; ovvio che Studentindipendenti non poteva esimersi dall&#8217;esprimere la propria opinione su quanto successo all&#8217;università La Sapienza di Roma a partire dal 14 gennaio 2008, quando tutti i quotidiani hanno dedicato la prima pagina alla richiesta che 67 professori dell&#8217;ateneo romano hanno mosso al rettore, con una lettera in cui si chiedeva che la partecipazione del pontefice all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico venisse annullata. <br />
Una analisi seria ed obiettiva dei fatti è indispensabile tanto quanto la forte critica che va mossa nei confronti della stampa e della politica, che ha trattato la vicenda in modo confusionario, omettendo di proposito fatti, esasperando i toni e addossando colpe a docenti che non avevano fatto altro che avanzare una critica nei confronti di un rettore eletto dai docenti stessi. Nelle prese di posizione più moderate si è parlato spesso di iniziativa censoria e di sconfitta della democrazia, ma molti esponenti della classe (o casta, o forse cosca) politica hanno fatto a gara a chi la sparava più grossa. Personalmente trovo che la medaglia d&#8217;oro sia difficile da assegnare. Il leader dell&#8217; UDC, Pierferdinando Casini, ha affermato che gli italiani dovrebbero aver paura  che quei professori insegnino ai propri figli. Più avanti potrete leggere i nomi dei firmatari della &#8220;lettera dello scandalo&#8221;. Se cercate su Google vi accorgerete che si tratta di persone che vantano brillanti carriere accademiche, in altri termini si tratta di persone a cui Casini non è neanche degno di lustrare le scarpe; il folkloristico segretario de &#8220;La Destra&#8221;, Francesco Storace, ha auspicato che questi professori vengano al più presto licenziati. Ma voi vi immaginate un Giorgio Parisi, unico fisico italiano, assieme a Nicola Cabibbo, membro della National Academy of Sciences americana, licenziato dall&#8217; università italiana?<br />
L&#8217;unico modo per iniziare una critica razionale è fare un attenta analisi cronologica dei fatti.<br />
Tutto inizia, quantomeno a livello mediatico, il 14 novembre 2007, quando &#8220;il Manifesto&#8221;  pubblica una lettera aperta che Marcello Cini, professore emerito dell&#8217;università la Sapienza, ha scritto al rettore Renato Guarini. Il testo della lettera è il seguente:   </p>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Signor Rettore, apprendo da una nota del primonovembre dell&#8217;agenzia di stampaApcom che recita: «è cambiato ilprogramma dell&#8217;inaugurazione del 705esìmo Anno Accademicodell&#8217;università di Roma La Sapienza, che in un primo momento prevedevala presenza del ministro Mussi ad ascoltare la Lectio Magistralis dipapa Benedetto XVI». Il papa «ci sarà, ma dopo la cerimonia diinaugurazione, e il ministro dell&#8217;Università Fabio Mussi invece non cisarà più».</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Come professore emerito dell&#8217;università LaSapienza &#8211; ricorrono proprio in questi giorni cinquanta anni dalla miachiamata a far parte della facoltà di Scienze matematiche fisiche enaturali su proposta dei fisici Edoardo Amaldi, Giorgio Salvini eEnrico Persico &#8211; non posso non esprimere pubblicamente la miaindignazione per la Sua proposta, comunicata al Senato accademico il 23ottobre, goffamente riparata successivamente con una toppa che cerca dinascondere il buco e al tempo stesso ne mantiene sostanzialmentel&#8217;obiettivo politico e mediatico.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Non commento il triste fatto che Lei è statoeletto con il contributo determinante di un elettorato laico. Uncattolico democratico &#8211; rappresentato per tutti dall&#8217;esempio di OscarLuigi Scalfaro nel corso del suo settennato di presidenza dellaRepubblica &#8211; non si sarebbe mai sognato di dimenticare che dal 20settembre del 1870 Roma non è più la capitale dello stato pontificio.Mi soffermo piuttosto sull&#8217;incredibile violazione della tradizionaleautonomia delle università &#8211; da più 705 anni incarnata nel mondo da LaSapienza dalla Sua iniziativa.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Sul piano formale, prima di tutto. Anche se neiprimi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è statainsegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematichee naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c&#8217;è più traccianelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli statinon confessionali. Ignoro lo statuto dell&#8217;università di Ratisbona doveil professor Ratzinger ha tenuto la nota lectio magistralis sulla qualemi soffermerò più avanti, ma insisto che di regola essa fa parteesclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioniuniversitarie religiose. I temi che sono stati oggetto degli studi delprofessor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell&#8217;ambito degliargomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenutain una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tieneconto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fineal conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileoda parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenzatra l&#8217;Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corsodell&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno accademico de La Sapienza sarebbe stataconsiderata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecentoanni e più.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Sul piano sostanziale poi le implicazionisarebbero state ancor più devastanti. Consideriamole partendo propriodal testo della lectio magistralis del professor Ratzinger a Ratisbona,dalla quale presumibilmente non si sarebbe molto discostata quella diRoma. In essa viene spiegato chiaramente che la linea politica delpapato di Benedetto XVI si fonda sulla tesi che la spartizione dellerispettive sfere di competenza fra fede e conoscenza non vale più: «Nelprofondo.., si tratta &#8211; cito testualmente &#8211; dell&#8217;incontro tra fede eragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramentedall&#8217;infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla naturadel pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Nonagire &#8220;con il logos&#8221; è contrario alla natura di Dio».</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Non insisto sulla pericolosità di questo programmadal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazionesollevata nel mondo islamico dall&#8217;accenno alla differenza che cisarebbe tra il Dio cristiano e Allah &#8211; attribuita alla suppostarazionalità del primo in confronto all&#8217;imprevedibile irrazionalità delsecondo &#8211; che sarebbe a sua volta all&#8217;origine della mitezza deicristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggiosostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, ipogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, latratta degli schiavi, i roghi dell&#8217;Inquisizione che i cristiani hannoregalato al mondo. Qui mi interessa, però, il fatto che da questoincontro tra fede e ragione segue una concezione delle scienze comeambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale allaquale esse dovrebbero essere subordinate. «La moderna ragione propriadelle scienze naturali &#8211; conclude infatti il papa &#8211; con l&#8217;intrinsecosuo elemento platonico, porta in sé un interrogativo che la trascendeinsieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa devesemplicemente accettare la struttura razionale della materia e lacorrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operantinella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorsometodico. Ma la domanda {sui perché di questo dato di fatto) esiste edeve essere affidata dalle scienze naturali a altri livelli e modi delpensare &#8211; alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in mododiverso, per la teologia, l&#8217;ascoltare le grandi esperienze econvinzioni delle tradizioni religiose dell&#8217;umanità, specialmentequella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza;rifiutarsi a essa significherebbe una riduzione inaccetabile del nostroascoltare e rispondere».</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Al di là di queste circonlocuzioni (i corsivi sonomiei) il disegno mostra che nel suo nuovo ruolo l&#8217;ex capo delSant&#8217;uffizio non ha dimenticato il compito che tradizionalmente a essocompete. Che è sempre stato e continua a essere l&#8217;espropriazione dellasfera del sacro immanente nella profondità dei sentimenti e delleemozioni di ogni essere umano da parte di una istituzione che rivendical&#8217;esclusività della mediazione fra l&#8217;umano e il divino.Un&#8217;appropriazione che ignora e svilisce le innumerevoli differentiforme storiche e geografiche di questa sfera così intima e delicatasenza rispetto per la dignità personale e l&#8217;integrità morale di ogniindividuo.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Ha tuttavia cambiato strategia. Non potendo piùusare roghi e pene corporali ha imparato da Ulisse. Ha utilizzatol&#8217;effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia perentrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla inriga. Non esagero. Che altro è, tanto per fare un esempio, l&#8217;appoggioesplicito del papa dato alla cosiddetta teoria del Disegno Intelligentese non il tentativo &#8211; condotto tra l&#8217;altro attraverso una maldestranegazione dell&#8217;evidenza storica, un volgare stravolgimento deicontenuti delle controversie interne alla comunità degli scienziati eil vecchio artificio della caricatura delle posizioni dell&#8217;avversario -di ricondurre la scienza sotto la pseudo-razionalità dei dogmi dellareligione? E come avrebbero dovuto reagire i colleghi biologi e i lorostudenti di fronte a un attacco più o meno indiretto alla teoriadanwiniana dell&#8217;evoluzione biologica che sta alla base, in tutto ilmondo, della moderna biologia evolutiva?</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Non desco a capire, quindi, le motivazioni dellaSua proposta tanto improvvida e lesiva dell&#8217;immagine de La Sapienza nelmondo. Il risultato della Sua iniziativa, anche nella forma edulcoratadella visita del papa (con «un saluto alla comunità universitaria»)subito dopo una inaugurazione inevitabilmente clandestina, saràcomunque che i giornali del giorno dopo titoleranno (non si puòpretendere che vadano tanto per il sottile): «Il Papa inaugura l&#8217;AnnoAccademico dell&#8217;Università La Sapienza».</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em>Congratulazioni, signor Rettore. Il Suo ritrattoresterà accanto a quelli dei Suoi predecessori come. simbolodell&#8217;autonomia, della cultura e del progresso delle scienze.</em></span></div>
<div><span style="font-family: Tahoma;"><em><br />
Marcello Cini   </p>
<p></em><em>I</em><span style="font-family: Arial;">n linea di massima condivido quanto detto dal professor Cini, ma vorrei soffermarmi su alcuni fatti: la lettera è stata pubblicata il 14 novembre, due mesi prima della (mancata) visita del pontefice, ma nessuno, nei giorni dell&#8217;occupazione del rettorato e in quelli seguenti si è preoccupato di far notare che la critica era stata fatta molto prima. Forse questa negligenza da parte dei giornali e delle televisioni è dovuta al fatto che ancora una volta la stampa avrebbe mostrato tutta la propria mancanza di lungimiranza (è sufficiente ricordare che nessuno aveva parlato del V-day di Beppe Grillo nei giorni precedenti all&#8217;evento che ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone).<br />
 Tra l&#8217;altro, nella lettera al rettore, il professor Cini espone diverse critiche sull&#8217;evento in programma, ma non formula richiesta alcuna.<br />
Alla lettera di Cini fa seguito una lettera inviata il 20 novembre da 67 professori al rettore Renato Guarini.<br />
</span><em></em></p>
<p><em> </em><em>“<em>Magnifico Rettore,<br />
con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto checondividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello CiniLe ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertanteiniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVIall’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza.<br />
Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma,Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: «All’epocadi Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stessoGalileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto». Sonoparole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quantodocenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusionedelle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.<br />
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto diquesto nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e diogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essereannullato</em>.”<br />
</em></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></div>
<p><span style="font-family: Tahoma;"><em></em></span></p>
<p><em> </em><span style="font-family: Arial;">Segue la lista dei firmatari della lettera:</span></p>
<p>Andrea Frova, Angelo Vulpiani, Antonio Capone, Antonio Degasperis, Bernardo Favini, Brunello Tirozzi, Bruno Borgia, Carlo Bernardini, Carlo Cosmelli, Carlo Di Castro, Carlo Doglioni, Carlo Mariani, Claudio Castellani, Egidio Longo, Enrico Bonatti, Enrico Massaro, Enzo Marinari, Enzo Scandurra, Federico Bordi, Federico Ricci Tersenghi, Fernando Ferroni, Flippo Cesi, Francesco Calogero, Francesco De Luca, Francesco De Martini, Gabriella Augusti Tocco, Giancarlo Poiana, Gianni Penso, Giorgio Parisi, Giovanni Ciccotti, Giovanni Destro-Bisol, Giovanni Organtini, Giovanni Rosa, Guido Ciapetti, Guido Corbo, Lucia Zanello, Luciano M. Barone, Luciano Maiani, Marco Cacciani, Marco Grilli, Maria Grazia Betti, Maria Grazia Ianniello, Mario Capizzi, Mario Mattioli, Marzio Cassandro, Massimo Falcioni,Massimo Testa, Maurizio Bonori, Maurizio Lusignoli, Miguel A. Virasoro, Paola Maselli, Paola Paggi, Paolo Calvani, Paolo Camiz, Paolo Mataloni, Rita Vargiu, Sergio Caprara, Silvano Petrarca, Stefano Lupi, Valeria Ferrari, Vanda Bouche.</p>
<p>In questo post non ci dedicheremo alle critiche che ci sembra doveroso fare in merito a quanto affermato dai 67 firmatari, in quanto di questa questione ci occuperemo successivamente. Ciò che ci preme maggiormente in questo momento è sottolineare nuovamente che questa lettera è giunta al rettore in novembre, inoltre dal testo della lettera appare evidente che la richiesta di annullamento della visita da parte del pontefice non è accompagnato da nessun tipo di minaccia o ricatto. Alla luce di quanto scritto nella lettera, non ha alcun senso parlare di attegiamenti censori. Alcuni hanno definito questi docenti &#8220;Talebani&#8221;: personalmente non mi dispiacerebbe che costoro, così lesti nell&#8217;avanzare sprezzanti epiteti, finissero davvero ad aver a che fare con i veri Talebani&#8230; <br />
Una critica che si potrebbe avanzare è che la lettera sia stata scritta in forma aperta. Personalmente trovo strano che tali critiche vengano mosse da persone che si proclamano difensori della libertà di espressione, negando in conseguenza ad altri il diritto di mostrare la propria contrarietà.<br />
Nei prossimi giorni pubblicheremo un nuovo post dove cercheremo di analizzare il comportamento degli studenti che hanno di fatto impedito che la visita del papa avesse luogo, psseremo in rassegna gli aspetti della protesta che a nostro parere vanno criticati e pubblicheremo una lettera scritta da Giorgio Parisi, in cui il celebre fisico cerca di fare chiarezza sui fatti. Come vedrete il nostro spirito critico riamarrà lo stesso che da sempre ci contraddistingue.<br />
Concludiamo invitando tutti a firmare per una petizione di solidarieta ai professori della Sapienza firmatari dell&#8217;ormai celeberrima lettera all&#8217;indirizzo:</p>
<p><a href="http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/index.php?H">http://www.osservatorio-ricerca.it/nuovo/index.php?H</a></p>
<p>L&#8217;appello, come avrete modo di leggere, è rivolto al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell’ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni. </p>
<p>Stay tuned</p>
<p>S.B.</p>
</div>
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